Le cipolle nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Le cipolle nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Le cipolle nella Dieta del Gruppo Sanguigno

La cipolla è un alimento che fa parte dell’alimentazione mediterranea e non solo da molto tempo. Le prime prove storiche della sua coltivazione risalgono addirittura al 5.000 a.C! Le cipolle furono in seguito classificate da Linneo nel 1753, diventando oggetto di studio per i primi nutrizionisti.

Una delle prime curiosità da soddisfare per gli scienziati fu la causa per cui le cipolle fanno “piangere”. Durante il taglio dell’ortaggio, infatti, spesso si avverte un principio di lacrimazione verso cui un individuo può essere più o meno sensibile. La risposta sta in un gas a base di zolfo e amminoacidi che viene liberato dalle cellule nel momento in cui queste vengono spezzate dalla lama del coltello. Il tessuto di cui è rivestito l’occhio viene irritato dalla presenza del gas, e di conseguenza si innesca il meccanismo di lacrimazione per diluire e rimuovere il reagente.

Le cipolle vengono coltivate in tutto il mondo. Trattandosi di una coltura tradizionalmente povera, senza grandi esigenze nella coltivazione, sono India e Cina a guidare la classifica dei produttori. Queste due nazioni producono il 47% delle cipolle di tutto il pianeta, mentre sono gli Stati Uniti a chiudere il podio. L’ortaggio è pronto per essere raccolto dopo un periodo variabile compreso tra le 12 e le 18 settimane; quasi tutta la produzione è destinata al consumo alimentare, in quanto a livello industriale non è un prodotto molto richiesto.

Valori nutrizionali delle cipolle

Le cipolle sono quasi delle sfere d’acqua: questa rappresenta infatti l’89% della loro composizione. Lo spazio che rimane per i macronutrienti, dunque, è piuttosto ridotto: mangiando 100 g di questa verdura si assumeranno infatti solo 40 kcal. Considerando che il peso medio di una cipolla si aggira intorno agli 80 g, è chiaro che per chi segue un regime alimentare ipocalorico sia possibile introdurre questo ortaggio nell’alimentazione.

Guardando proprio alla composizione nutritiva delle cipolle, troviamo bassi valori per tutti i macronutrienti. I carboidrati rappresentano il 9% del totale, le proteine ed i grassi non superano invece l’1%. Dei carboidrati presenti il 45% è rappresentato da zuccheri, mentre solo il 25% sono fibre alimentari. Se fossero più presenti nell’ortaggio, chiaramente, sarebbe un problema per via del picco glicemico che seguirebbe il suo consumo; essendo presenti zuccheri soltanto per un totale di 4 g ogni etto di cipolle, tuttavia, non è senza dubbio problematico mangiarle abitualmente.

Venendo ai minerali e alle vitamine presenti nelle cipolle, la prima cosa da notare è la quantità di vitamina C presente. In 100 g di cipolle, infatti, se ne può trovare il 20% della razione quotidiana: un toccasana per gli occhi. Le altre vitamine presenti in modo massiccio sono quelle del gruppo B, in particolare la B6, ed esse hanno invece un’azione benefica sull’apparato circolatorio e digerente. La vitamina K è presente solo in piccola percentuale, ma rimane utile la sua presenza combinata alla manganese.

Sotto il profilo minerale la cipolla è un alimento molto completo. È infatti ricca di manganese, contiene calcio, potassio e fosforo. Malgrado contenga “un po’di tutto”, però, è bene considerare che la concentrazione di tutti questi elementi è piuttosto bassa. Fatta eccezione per chi ne consuma una grande quantità, dunque, le cipolle non sono sufficienti all’apporto quotidiano di minerali e vitamine.

Benefici del consumo di cipolle

Ci sono diverse sostanze contenute all’interno delle cipolle che possono ottenere risvolti positivi sulla salute. Un esempio è la poco nota quercitina, ultimamente nel mirino di molti scienziati; questa sostanza, infatti, ha dimostrato di giocare un ruolo significativo nella prevenzione del cancro. Le cipolle contengono poi una discreta quantità di flavenoidi. Questi nutrienti sono tipici dei legumi, ma una cipolla media consente di introdurne il 3% della razione giornaliera raccomandata; anch’essi combattono i radicali liberi e sono al centro degli studi sulla prevenzione dalla formazione di cellule tumorali.

Le cipolle godono di un forte potere antinfiammatorio, sempre dovuto alla combinazione di quercitina e altri flavenoidi. Combattere i radicali liberi presenti nel sangue aiuta, tra le altre cose, anche a prevenire le ulcere gastriche. Il potere antinfiammatorio è tale che in tempi passati le cipolle venivano spesso passate sulle punture di api ed altri insetti, dalle quali garantivano un rapido sollievo.

Cipolle nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Il dott. Mozzi non possiede né collabora con questo blog. Malgrado ciò, riportando le sue considerazioni riprese nel corso della carriera si può dire che le cipolle siano un alimento molto utile a chi segue questo regime alimentare. A nessun gruppo è infatti sconsigliato il loro consumo.

I maggiori effetti benefici rilevati sono quelli sul Gruppo Sanguigno 0 e A. Gli appartenenti al Gruppo B e AB devono invece ritenere neutro questo ortaggio nel quadro della loro alimentazione.

Scopri le ricette con le cipolle.

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