Lo zucchero di canna nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Lo zucchero di canna nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Lo zucchero di canna nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Lo zucchero di canna, insieme a quello di barbabietola è il dolcificante più utilizzato in cucina. Viene preferito da molti consumatori perché comunemente si pensa che sia più salutare, mancando il processo di raffinazione. In realtà, spesso entrambi gli zuccheri subiscono un processo di raffinazione per la produzione. In questo si utilizzano diverse sostanze chimiche spesso cancerogene, ed è dunque bene limitarne il consumo. I maggiori produttori al mondo sono Brasile, India, Cina e Thailandia. Durante la produzione viene utilizzata la radice della pianta che può essere lunga fino a 20 cm. Le foglie non sono tuttavia sprecate, ed infatti vengono utilizzate come cibo per il bestiame.

Varietà e caratteristiche dello zucchero di canna

Lo zucchero di canna è commercializzato in due varietà: zucchero grezzo e zucchero di canna integrale. La produzione di quest’ultimo non prevede un processo di raffinazione. A differenza dello zucchero bianco o raffinato, lo zucchero di canna integrale viene prodotto direttamente dal succo di canna da zucchero. La componente acquosa viene eliminata tramite bollitura, dopodiché il semilavorato è lasciato raffreddare e cristallizzare. La cristallizzazione dello zucchero di canna richiede molto tempo, a volte  mesi, per essere completata.

Le principali caratteristiche fisiche dello zucchero di canna sono il colore marrone e il gusto forte, dovuto alla presenza di melassa. Lo zucchero raffinato può anche essere trasformato in zucchero di canna semplicemente aggiungendo melassa. Bisogna fare attenzione quando si acquista lo zucchero di canna: i “trucchetti” dei produttori sono dietro l’angolo. A volte, per renderlo più invitante all’acquisto, si aggiunge l’E150 (caramello ammoniacale). Questo colorante alimentare serve a rendere il prodotto più scuro, ma è altamente cancerogeno.

Meglio lo zucchero di canna grezzo o integrale?

Lo zucchero di canna grezzo ha le stesse proprietà di quello bianco derivante dalla barbabietola. Questo perché la percentuale di saccarosio è compresa tra il 93% e il 99% ed è raffinato. Anche il contenuto calorico rimane simile, con 377 contro le 392 dello zucchero da barbabietola per 100 g di prodotto.

Lo zucchero integrale, da preferire a quello grezzo perché meno trattato, ha una percentuale di saccarosio minore rispetto a quello grezzo. Inoltre ha meno calorie, 356 kcal ogni 100 g, e contiene più sali minerali e vitamine. Ha un potere dolcificante minore, quindi se ne andrà a consumare istintivamente di più; meglio tenere il conto dei cucchiaini versati.

Lo zucchero di canna non è più salutare di quello classico bianco: semplicemente è il prodotto di una lavorazione diversa. La sua composizione è al 98% di zuccheri (saccarosio, fruttosio, destrosio), per lo 0,1% proteine, acqua e sali minerali (calcio, sodio, fosforo, ferro, magnesio, zinco, rame, manganese, selenio) e vitamine (B3, B5, B6, J). L’apporto di nutrienti al nostro corpo è assai inferiore rispetto a quello che si avrebbe da frutta e verdura nella stessa quantità a discapito di un’assunzione sproporzionata di zuccheri e con valore di 380 kcal per 100g di prodotto.

Gli Stati Uniti, un esempio poco virtuoso

Prendendo in considerazione gli Stati Uniti, il maggiore consumatore di zucchero, i dati raccontano una realtà complicata. Basti pensare che nel ‘700 il consumo pro capite è stato 1,8 kg, nei primi del ‘900 di 40 kg fino ad arrivare ai giorni nostri con 80 kg di zucchero l’anno. L’industria alimentare ne abusa per via della sua economicità, così da poter sostituire altri dolcificanti naturali meno nocivi.

Ciò ha portato ad aumento vertiginoso di casi di diabete, passati da 0,003 % al 8 %; senza parlare dell’obesità, che passa da 3,5% al 32 % considerando sempre lo stesso periodo storico negli Stati Uniti. Tutto ciò alimenta un business miliardario, che contrappone da una parte chi vende alimenti a basso prezzo e dall’altra i consumatori. Questi per risparmiare tempo e denaro comprano alimenti  già pronti, ma a loro volta spendono più del risparmiato per dietologi, palestre e cure mediche.

Lo zucchero di canna per i gruppi sanguigni

L’assunzione di zucchero spesso non avviene solo con la nostra aggiunta nelle bevande come il caffè, ma anche con bibite e succhi di frutta. Conviene così ricorrere al fai da te tramite spremute di frutta più salutari delle precedenti. A differenza dello zucchero bianco, ha meno calorie, meno incidenza di carie, ed entrambi sono ricchi di acido glicolico. Si tratta di un antisettico naturale per la nostra pelle.

Nei dettagli, appena assumiamo lo zucchero si ha un immediato aumento dell’insulina prodotta dal pancreas, un’abbassamento della glicemia, che porta ad una sensazione di fame maggiore. Il cervello reagisce al consumo con la produzione di dopamina, rendendo lo zucchero una pericolosa abitudine ed assuefazione. Tutte le indicazioni non variano a seconda del gruppo sanguigno di appartenenza.

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