Le prugne nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Le prugne nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Le prugne nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Le prugne sono disponibili in numerose varietà, ma tutte possiedono grossomodo gli stessi valori nutrizionali e le proprietà non si discostano molto. La garanzia generale è quella di un frutto buono come sapore e ottimo in termini di benefici. Nella Dieta del Gruppo Sanguigno, quando si parla di prugne, bisogna differenziare tra la prugna fresca e la prugna secca; la prima è adatta a tutti i Gruppi. Nel secondo caso, invece, questo frutto ha degli effetti benefici per le persone con Gruppo Sanguigno 0, A, B mentre invece risulta neutrale per le persone con Gruppo Sanguigno AB. In linea generale le caratteristiche del frutto cambiano per la lavorazione e per l’origine geografica che hanno.

Le prugne rosse fresche contano 42 calorie ogni 100 grammi, mentre quelle secche ne hanno 220 ogni 100 grammi. A cambiare in maniera non troppo notevole sono anche alcune percentuali di macronutrienti. Le fibre sono raddoppiate nelle prugne secche, con 8,4 grammi ogni 100 grammi, mentre aumentano i grassi da 0,1 a 0,5 grammi. È bene anche considerare la differenza con le prugne fresche varietà gialla, che hanno circa 30 calorie ogni 100 grammi. A influenzare il numero il valore energetico è anche il grado di maturazione del frutto. Se la prugna è più morbida, ci sarà al suo interno una maggiore quantità di zucchero e di conseguenza le calorie aumenteranno.

Le differenti varietà di prugne

Le prugne, anche note con il nome di susine, meritano di essere analizzate in base alla tipologia presa in considerazione. Quelle secche meglio si faccia un discorso a parte in ragione delle differenti caratteristiche. La varietà gialla e quella rossa non si discostano invece di molto l’una dall’altra; le prugne secche sono invece meno ricche di nutrienti benefici a vantaggio degli zuccheri, presenti in maggior quantità.

In 100 grammi di prugne secche sono presenti oltre 220 calorie con 55 grammi di zucchero. In ogni caso, in tutte le tipologie di prugne secche è possibile poter contare su un basso valore energetico che va dalle 30 alle 50 per ogni 100 grammi. Per quanto concerne le prugne rosse, gli zuccheri sono un po’ più elevati: 10,5 grammi per ogni 100 grammi a fronte dei 7,2 grammi della varietà gialla. In generale, comunque, la “sostanza” è la stessa. Anche con riferimento ai Gruppi Sanguigni, tra la variante rossa e gialla del frutto non si segnalano differenze.

Le proprietà delle prugne

Le prugne hanno numerose proprietà benefiche per l’organismo. Oltre alla presenza di sali minerali, presentano anche dei composti come il sorbitolo che hanno un vantaggio per il corpo umano. Il sorbitolo è uno zucchero che conferisce a questo alimento un sapore dolce ma che non provoca carie o altri problemi per la salute dentale. In più, in questi frutti sono presenti tantissime fibre che agiscono a livello intestinale aiutando a combattere tutti i problemi legati alla motilità di questo apparato. Le prugne aiutano anche a combattere l’osteoporosi, soprattutto per le donne in menopausa.

Vista la presenza di potassio che regola il bilancio idrosalino del corpo umano, le prugne sono in grado di tenere sotto controllo la presenza di minerali come fosforo e calcio, che possono andare a peggiorare la fragilità ossea sempre nelle donne in menopausa. Come già accennato, poi, l servono anche a combattere la stitichezza. Queste hanno un potente effetto lassativo sia da secche da fresche. Sono utili anche nel corso dello svezzamento del neonato che, nel passaggio dall’alimentazione costituita principalmente da latte ad un’alimentazione più varia, potrebbe avere dei problemi di stipsi.

Come utilizzare le prugne nella dieta quotidiana

Nella dieta del gruppo sanguigno, così come anche in altri regimi alimentari, è possibile utilizzare le prugne inserendole nella propria quotidianità. Questi frutti sono ottimali in un regime ipocalorico perché hanno pochissime calorie e soprattutto, sono in grado, vista la loro presenza di acqua di aumentare il senso di sazietà facilmente. Da evitare assolutamente o quantomeno da limitare, sono le prugne secche in un regime ipocalorico. Chi non può proprio farne a meno potrebbe decidere di consumarle per un massimo di 50 grammi al giorno.

È meglio in ogni caso non esagerare con l’utilizzo di prugne sia fresche che secche. In caso di diabete per la presenza di zucchero, ed anche in caso di gravidanza non sono raccomandabili. Infatti, per l’eccessivo accumulo di liquidi che le donne si trovano a dover affrontare nel periodo di gravidanza, è bene evitarle per non incontrare difficoltà durante lo sviluppo del feto. Le prugne infatti potrebbero diventare un problema, anche causando fenomeni di diabete gestionale. Se ne sconsiglia il frequente utilizzo anche per coloro che soffrono di diarrea, meteorismo, o che sono nella fase di allattamento; non sono il massimo anche per coloro che hanno dei problemi di gastrite. In questi casi i nemici sono sempre gli zuccheri in eccesso, sia in fase di digestione che nel sangue.

Scopri tutte le ricette con le prugne.

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