La pesca nella Dieta del Gruppo Sanguigno

La pesca nella Dieta del Gruppo Sanguigno

La pesca nella Dieta del Gruppo Sanguigno

La pesca è un frutto che si è diffuso in Europa relativamente tardi. Secondo gli studiosi, infatti, questo frutto sarebbe originario della Cina e solo nel corso dei secoli sarebbe giunto in Giappone. Con l’intensificarsi delle rotte commerciali la pesca è diventata parte integrante delle colture mediterranee: Spagna e Italia ne sono infatti i secondi produttori al mondo. Malgrado ciò, il primato spetta comunque per distacco alla Cina; questa da sola ne produce quasi il 50% della quantità annuale mondiale.

Le pesche sono state uno dei frutti più strumentalizzati dall’industria dolciaria. Un esempio sono i the alla pesca in commercio, che per la buona parte hanno un contenuto di succo di pesca inferiore al 2%. Questi prodotti sono, nella grande maggioranza dei casi, ricchi di zuccheri aggiunti e conservanti. Se si desidera consumare una bevanda fresca diversa dall’acqua, il consiglio è quello di prepararla in casa facendo attenzione agli ingredienti e alla quantità di dolcificante utilizzata. La produzione casalinga eviterà gli effetti nocivi per la salute degli additivi chimici aggiunti al the industriale, anche se costerà ovviamente una piccola rinuncia in termini di gusto.

La coltivazione del pesco e quella orientata alla produzione di pesche sono molto diverse. L’albero è infatti in grado di resistere a climi piuttosto vari, ma il frutto verrà ottenuto soltanto in un range climatico ben definito. Nella maggioranza dei casi potremo raccogliere la prima pesca dopo tre anni da quando la pianta è stata interrata, ma solo a condizione che essa possa godere di una stagione fredda compresa tra 0 e 10 gradi seguita da una calda in cui le temperature rimangono costantemente tra 20 e 30 gradi.

Valori nutrizionali delle pesche

I valori nutrizionali delle pesche sono scarsi, in quanto il frutto è composto quasi al 90% di acqua. L’apporto di grassi è infatti pressoché nullo, con soli 0,3 g ogni 100 g di prodotto. La principale fonte energetica contenuta nelle pesche sono i carboidrati, presenti in una quantità di 10 g. Solo il 15% di questi è fibra vegetale, poiché sono gli zuccheri a prevalere con il fruttosio su tutti. Malgrado il sapore zuccherino e la presenza di carboidrati, comunque, non sarà una pesca a rovinarci la linea: 100 g di pesche apportano infatti soltanto 39 kcal.

Venendo alle vitamine e ai minerali, questi sono altrettanto scarsi nella composizione nutrizionale della pesca. Soltanto la vitamina C abbonda, ed un etto di prodotto sarà in grado di fornire l’8% della razione quotidiana raccomandata. Avremo poi un leggero apporto di vitamina E e di vitamina A. Nelle pesche si può infatti trovare il beta-carotene, una pro-vitamina che si trasforma in vitamina A all’interno del nostro organismo tramite la digestione.

Anche l’apporto di minerali in seguito al consumo di pesche non incide molto sulla razione giornaliera. Possiamo comunque considerarle una discreta fonte di magnesio e potassio; questi due sali minerali sono importanti per la crescita e l’elasticità dei tessuti. L’apporto di fosforo e manganese è limitato, ma è positivo che lo sia anche quello di sodio: non si andrà ad affaticare il lavoro dei reni.

I benefici di una pesca

Malgrado la pesca sia un alimento dai valori nutrizionali bassi, è comunque possibile introdurla all’interno della propria dieta e trarre alcuni vantaggi. Il nostro organismo potrà ad esempio contare su uno stimolo della diuresi dovuto all’elevato contenuto di acqua rapportato ad una bassa presenza di sodio.

La vitamina A sintetizzata a partire dal beta-carotene ricopre un ruolo importante in vari processi biologici. È una sostanza importante per aiutare la visione in scarsa presenza di luce, mantiene morbida la pelle ed elastiche le membrane cellulari. Gli effetti positivi sul tessuto epidermico sono enfatizzati dalla presenza di vitamina C, la quale oltre a questo beneficio garantisce un aumento delle difese immunitarie. Infine i flavonoidi, tipici composti molecolari sintetizzati dalle piante, sono presenti anche nella buccia della pesca. Questi aiuteranno l’organismo a liberarsi dei radicali liberi presenti nel sangue grazie al loro potere antiossidante: tale azione è comunemente associata alla minore probabilità di essere soggetti a insorgenze tumorali.

La pesca nella dieta del gruppo sanguigno

Secondo le indicazioni del Dott. Mozzi, il quale né possiede né collabora con questo blog, la pesca è un alimento neutro per tutti i Gruppi Sanguigni. È consigliabile sostituirla a rotazione con altra frutta di stagione in modo da trarre i maggiori benefici possibili dal consumo di questi alimenti ricchi di vitamine, acqua e minerali.

Scopri tutte le ricette con la pesca.

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