Il melone retato nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Il melone retato nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Il melone retato nella Dieta del Gruppo Sanguigno

Il melone è una pianta che conta al suo interno diverse varietà. Il ceppo principale si è sviluppato in Africa ed è arrivato molto presto in Europa: dall’Età del Bronzo si hanno infatti prove della sua coltivazione in Sardegna. Il melone retato è una varietà nota come cucumis melo reticulatus, secondo la classificazione che ne fece Linneo nel 1753.

Gli italiani non solo furono coloro che diedero una classificazione a questa pianta, ma le attribuirono anche il nome. La storia racconta infatti che nel 1500 questo frutto fu portato nel Paese da missionari cattolici provenienti dall’Armenia. Il Papa fu curioso di assaggiarlo, e incontrò i missionari a Cantalupo (oggi in provincia di Rieti) per poterlo provare di persona. Il melone retato piacque e si diffuse rapidamente in Europa al pari delle altre varietà della specie, passando così alla storia con il nome di melone di Cantalupo.

Attualmente sappiamo che l’origine della varietà Cantalupo non è tuttavia da ricercarsi in Armenia; le prime fonti sulla sua coltivazione sono state ritrovate in Turchia e Iran. Queste nazioni sono oggi anche tra i principali produttori, in compagnia di Cina, Stati Uniti ed India, dove le piante possono approfittare di regioni a clima caldo e secco.

Scegliere il melone retato al momento dell’acquisto

Le dimensioni di questo frutto sono molto variabili: da 0,5 a 5 kg. Malgrado possa sembrare strano che tra un melone piccolo ed uno grande ci sia una differenza del 1.000% in termini di peso, si tratta in entrambi i casi di prodotti che rientrano nei canoni di Madre Natura. Sulla scelta pesa invece la capacità di distinguere un melone retato maturo al punto giusto da un altro.

Per essere certi che il frutto non sia troppo maturo, una buona tecnica è quella di fare pressione sulla buccia. Se si sente il dito sprofondare ma solo leggermente, la verifica sarà andata a buon fine; un melone che si trova ad aver passato il punto di maturazione ottimale provocherà invece uno sprofondamento maggiore. La seconda verifica va eseguita invece visivamente. Per evitare di prendere un frutto non ancora pronto è infatti raccomandabile osservarne il colore: se è grigio o verde, non è ancora maturo. Il melone retato deve infatti presentare una buccia di color crema o comunque giallognola per essere gustato al meglio.

Attenzione poi al metodo con cui vengono selezionati i meloni retati per la raccolta e a come vengono trattati. Poiché questo frutto tende a marcire in fretta, viene spesso raccolto e spedito prima di essere giunto a maturazione; per evitare che in questa fase prolifichino la salmonella o le muffe viene sottoposto ad un trattamento chimico. I meloni appena raccolti vengono infatti spruzzati in ipoclorito di sodio, una sostanza antibatterica di origine chimica di cui rimangono tracce sulla buccia: sempre meglio lavarlo e evitare con attenzione di mangiare la parte esteriore del melone retato.

Valori nutrizionali del melone retato

Questa varietà di melone è diversa a livello nutrizionale dalle altre, così come in molti casi queste lo sono tra di loro. Il melone di Cantalupo è formato al 90% di acqua, lasciando molto poco spazio ai macronutrienti che infatti scarseggiano. In 100 g di prodotto si contano soltanto 34 kcal, un apporto energetico davvero basso che rappresenta una buona notizia per chi vuole perdere peso.

Mantenendo come riferimento una quantità di 100 g di melone retato, possiamo osservarne la composizione nutrizionale. Questi conterranno 8,16 g di carboidrati, 0,19 g di grassi e 0,84 g di proteine. La componente zuccherina è elevata in rapporto ai carboidrati totali, con la fibra alimentare che conta solo per 0,9 g ogni etto di melone.

Nel melone retato si può trovare una naturale fonte di vitamine importanti per la salute. Sempre nella medesima quantità è infatti contenuto il 44% della vitamina C da assumere quotidianamente, nonché il 21% della vitamina A. Questa non si presenta come molecola già formata, ma viene sintetizzata dall’organismo a partire dal beta-carotene e dalla luteina contenuti nel frutto. Proprio queste due sostanze conferiscono al melone retato le virtù antinfiammatorie per cui è noto: rappresenta un alleato contro i radicali liberi e contro le infiammazioni. Una parte della popolazione sottoposta ad esperimenti ha infatti riscontrato, con un consumo abituale di melone, una minore predisposizione all’insorgenza di problemi come pressione elevata e gestione dell’insulina.

Il melone retato nella Dieta del Gruppo Sanguigno

È bene premettere che il Dott. Mozzi, fondatore della Dieta del Gruppo Sanguigno, non collabora con questo blog; di seguito sono riportate quelle che sono state le sue opinioni sul melone retato. Questo frutto è da ritenersi neutro per i Gruppi Sanguigni B e AB. Per gli zerini e sangue A, invece, è consigliato evitare questa varietà e concentrarsi su altri ortaggi in quanto questo non si adatta alle esigenze alimentari del gruppo.

Scopri le ricette con il melone retato.13

Post a comment